Forfettario o ordinario?

Lo stesso fatturato non lascia lo stesso netto nei due regimi. Qui il confronto è calcolato, non raccontato — con i parametri ufficiali dell'Agenzia delle Entrate, del MEF e dell'INPS.

Il confronto sullo stesso fatturato

VoceRegime forfettarioRegime ordinario
Base imponibile 46.800 €
78,00 % del fatturato
54.000 €
fatturato − spese reali
Contributi INPS − 12.201 € − 14.078 €
Imposta − 5.190 €
sostitutiva 15,00 %
− 10.374 €
IRPEF a scaglioni
Spese reali − 6.000 €
non deducibili
già dedotte sopra
Netto in tasca 36.609 € 29.548 €

Su 60.000 € di fatturato e 6.000 € di spese reali, il regime forfettario lascia 7.061 € in più all'anno.

Il punto di pareggio. Con questo fatturato, i due regimi si equivalgono intorno a 20.100 € di spese reali all'anno. Sotto quella soglia conviene il forfettario, perché l'abbattimento forfettario vale più delle spese che avresti dedotto. Sopra, l'ordinario recupera il vantaggio.
Attenzione alle professioni ordinistiche. Questo calcolo usa l'aliquota della Gestione Separata INPS (26,07 %). Avvocati, ingegneri, architetti, medici e commercialisti non vi sono iscritti: versano alla propria cassa (Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM…), con aliquote e minimi diversi. Per quelle professioni il netto qui sopra non è valido.

Da dove vengono questi numeri

Nessuna cifra è scritta dentro questa pagina: coefficiente di redditività, aliquota sostitutiva, scaglioni IRPEF, aliquota e massimale INPS sono letti in banca dati, ognuno con la propria fonte ufficiale. Il limite del forfettario è di 85.000 €, l'aliquota della Gestione Separata di 26,07 % e il massimale annuo di 122.295 €.

Il coefficiente di redditività usato qui, 78,00 %, è quello delle attività professionali. Non è unico: dipende dal codice ATECO dell'attività. Con un coefficiente diverso il confronto cambia, ed è la prima cosa da verificare sul proprio caso.

Cosa questo confronto non calcola. Nel regime ordinario mancano le addizionali regionali e comunali all'IRPEF e le detrazioni per lavoro autonomo. Le prime aumentano l'imposta, le seconde la riducono: dipendono dal comune di residenza e dalla situazione personale, e non sono riportate qui perché non disponiamo della fonte ufficiale per ciascun caso. Entrambe riguardano solo l'ordinario, mai il forfettario. Il confronto qui sopra è quindi prudente verso l'ordinario: se il forfettario vince di poco, vale la pena rifare il conto con il proprio commercialista prima di decidere.

Domande frequenti

Il forfettario conviene sempre?
No, e questa pagina mostra perché. L'abbattimento forfettario sostituisce le spese reali: finché spendi meno di quanto l'abbattimento ti riconosce, ci guadagni; oltre quella soglia, il regime ordinario ti fa dedurre di più.
Le spese reali si deducono nel forfettario?
No. È il punto che sorprende di più: nel forfettario le spese effettive non si deducono mai, qualunque sia il loro importo. L'unico abbattimento è quello legato al coefficiente di redditività del tuo codice ATECO.
L'aliquota ridotta per le nuove attività, per quanto vale?
Vale per i primi cinque anni di attività, a condizione di non aver esercitato un'attività analoga nei tre anni precedenti. La casella « nuova attività » qui sopra applica quell'aliquota al calcolo.
Perché i contributi INPS si sottraggono prima dell'imposta?
Perché sono deducibili dal reddito imponibile in entrambi i regimi. È una delle ragioni per cui il netto reale non si ottiene applicando semplicemente un'aliquota al fatturato.
Il confronto è imparziale fra i due regimi?
Non del tutto, e preferiamo dirlo. Il calcolo dell'ordinario non comprende le addizionali regionali e comunali all'IRPEF, che lo aumenterebbero, né le detrazioni per lavoro autonomo, che lo ridurrebbero. Nessuna delle due riguarda il forfettario. Non le riportiamo perché dipendono dal comune e dalla situazione personale, e non abbiamo una fonte ufficiale caso per caso. Quando il forfettario vince di poco, il conto va rifatto con un commercialista.
Questo calcolo sostituisce un commercialista?
No. Serve a capire l'ordine di grandezza e il senso della scelta fra i due regimi. Il caso concreto dipende dal codice ATECO, dalla cassa di appartenenza e dalla situazione personale.