Le scadenze fiscali e lo shock del primo acconto

Il secondo anno paghi due volte. Non è un errore del commercialista: è il meccanismo dell'acconto, e si può anticipare.

In due righe. Il primo anno di attività paghi poco o nulla. Il secondo paghi il saldo dell'anno appena chiuso e l'acconto dell'anno in corso, nello stesso giorno. Chi non lo sa se lo ritrova addosso a 30 giugno, quando i soldi sono già stati spesi.

Perché il secondo anno costa il doppio

Il fisco italiano non si limita a farti pagare le imposte sull'anno trascorso: ti chiede anche un anticipo su quello in corso, calcolato sull'anno precedente. È l'acconto, e vale il 100 % dell'imposta dichiarata.

Nel primo anno di attività non c'è nulla da anticipare: non esiste un anno precedente su cui calcolare l'acconto. Paghi solo l'imposta di quell'anno, e sembra tutto leggero. Nel secondo anno arrivano insieme il saldo del primo e l'acconto del secondo. A parità di reddito, la cassa che esce vale due anni di imposta in uno.

Dal terzo anno il ritmo si stabilizza: quello che versi come acconto viene scalato dal saldo successivo. Non paghi due volte la stessa imposta — l'anticipi. Ma il salto del secondo anno è reale, e va messo da parte prima, non trovato dopo.

Il calendario

ScadenzaCosa si versaQuanto
30 giugno Saldo dell'anno precedente + prima rata di acconto 40 % dell'acconto
30 novembre Seconda rata di acconto 60 % dell'acconto

Fonte : Agenzia delle Entrate — come si paga l'Irpef (professionisti).

Il versamento di 30 giugno può slittare di trenta giorni, con una maggiorazione dello 0,4 %. È un respiro, non uno sconto: su mille euro sono quattro euro in più. Utile se aspetti un incasso, inutile come abitudine.

Due soglie che cambiano il ritmo

Questi due importi sono conversioni di lire mai rivalutate (100 000 e 500 000 lire): sono esatti, non arrotondati. Fonte : Agenzia delle Entrate.

Un esempio, con i numeri di questo sito

Prendiamo un professionista in forfettario che fattura 40.000 € in un anno, con il coefficiente di redditività delle attività professionali (78 %) e l'aliquota piena della Gestione Separata (26,07 %) :

VoceImporto
Imponibile (fatturato × coefficiente)31.200 €
Contributi INPS, deducibili− 8.134 €
Imposta sostitutiva (15 %)3.460 €
Cassa in uscita il secondo anno (saldo + acconto)6.920 €

A reddito costante, il secondo anno esce 3.460 € in più rispetto al primo — e nulla nel fatturato lo annuncia. È questa differenza che va accantonata dal primo mese, non cercata a giugno.

Cifre calcolate in questa pagina a partire dai parametri in banca dati, gli stessi del simulatore. I contributi effettivi dipendono dalla tua situazione previdenziale; chi è iscritto a una cassa professionale ha aliquote proprie.

Cosa fare, concretamente

  1. Accantona a ogni incasso, non a fine anno. Una percentuale fissa messa da parte quando il bonifico arriva è l'unico metodo che regge: a dicembre i soldi non ci sono più.
  2. Nel primo anno, accantona come se l'acconto ci fosse già. Non è dovuto, ma lo sarà l'anno dopo, e raddoppiato. Chi accantona da subito non subisce nessuno shock.
  3. Tieni conto anche dei contributi INPS, che seguono un loro calendario. L'imposta non è l'unica uscita: i contributi pesano spesso di più.
  4. Verifica quanto ti resta davvero prima di fissare la tariffa. Il simulatore parte dalla tariffa e arriva al netto; l'obiettivo di reddito fa il percorso inverso.
Quello che questa pagina non è. Una guida, non una consulenza fiscale personalizzata. Alcuni casi hanno regole proprie — il metodo previsionale al posto di quello storico, le rateizzazioni, le professioni con cassa — e non stanno qui. Per il tuo caso, il portale dell'Agenzia delle Entrate e un commercialista restano i riferimenti.

Domande frequenti

Perché il secondo anno pago molto più del primo?
Perché a 30 giugno versi insieme il saldo dell'anno appena chiuso e la prima rata dell'acconto sull'anno in corso. Nel primo anno l'acconto non esiste, non essendoci un anno precedente su cui calcolarlo. A reddito costante, il secondo anno vale circa due anni di imposta in uno.
Sto pagando due volte la stessa imposta?
No. L'acconto viene scalato dal saldo dell'anno successivo: lo anticipi, non lo paghi due volte. Ma l'uscita di cassa del secondo anno è reale, e va accantonata prima.
Quali sono le date da segnare?
30 giugno per il saldo e la prima rata di acconto (40 %), 30 novembre per la seconda (60 %). Il versamento di giugno può slittare di trenta giorni con una maggiorazione dello 0,4 %.
C'è un importo sotto il quale l'acconto non si paga?
Sì: se l'imposta dell'anno precedente non supera 51,65 €, nessun acconto è dovuto. E se l'acconto resta sotto 257,52 €, si versa in una sola rata a novembre invece che in due.
Quanto devo mettere da parte a ogni incasso?
Dipende dal tuo regime e dalla tua situazione previdenziale, ma il metodo conta più della percentuale: accantonare a ogni bonifico, non a fine anno. Il simulatore ti dà l'ordine di grandezza di imposte e contributi sul tuo fatturato.
Valgono le stesse regole in regime forfettario?
Il calendario è lo stesso: saldo e acconto alle medesime scadenze. Alcune soglie di rateizzazione possono differire secondo il regime; per il tuo caso, la fonte da consultare è il portale dell'Agenzia delle Entrate, che tiene le regole aggiornate. Non riportiamo qui cifre che non abbiamo potuto verificare alla fonte.