Perché il secondo anno costa il doppio
Il fisco italiano non si limita a farti pagare le imposte sull'anno trascorso: ti chiede anche un anticipo su quello in corso, calcolato sull'anno precedente. È l'acconto, e vale il 100 % dell'imposta dichiarata.
Nel primo anno di attività non c'è nulla da anticipare: non esiste un anno precedente su cui calcolare l'acconto. Paghi solo l'imposta di quell'anno, e sembra tutto leggero. Nel secondo anno arrivano insieme il saldo del primo e l'acconto del secondo. A parità di reddito, la cassa che esce vale due anni di imposta in uno.
Dal terzo anno il ritmo si stabilizza: quello che versi come acconto viene scalato dal saldo successivo. Non paghi due volte la stessa imposta — l'anticipi. Ma il salto del secondo anno è reale, e va messo da parte prima, non trovato dopo.
Il calendario
| Scadenza | Cosa si versa | Quanto |
|---|---|---|
| 30 giugno | Saldo dell'anno precedente + prima rata di acconto | 40 % dell'acconto |
| 30 novembre | Seconda rata di acconto | 60 % dell'acconto |
Fonte : Agenzia delle Entrate — come si paga l'Irpef (professionisti).
Il versamento di 30 giugno può slittare di trenta giorni, con una maggiorazione dello 0,4 %. È un respiro, non uno sconto: su mille euro sono quattro euro in più. Utile se aspetti un incasso, inutile come abitudine.
Due soglie che cambiano il ritmo
- Se l'imposta dell'anno precedente non supera 51,65 €, nessun acconto è dovuto.
- Se l'acconto resta sotto 257,52 €, si versa in una sola rata, a 30 novembre. Sopra, si divide in due.
Questi due importi sono conversioni di lire mai rivalutate (100 000 e 500 000 lire): sono esatti, non arrotondati. Fonte : Agenzia delle Entrate.
Un esempio, con i numeri di questo sito
Prendiamo un professionista in forfettario che fattura 40.000 € in un anno, con il coefficiente di redditività delle attività professionali (78 %) e l'aliquota piena della Gestione Separata (26,07 %) :
| Voce | Importo |
|---|---|
| Imponibile (fatturato × coefficiente) | 31.200 € |
| Contributi INPS, deducibili | − 8.134 € |
| Imposta sostitutiva (15 %) | 3.460 € |
| Cassa in uscita il secondo anno (saldo + acconto) | 6.920 € |
A reddito costante, il secondo anno esce 3.460 € in più rispetto al primo — e nulla nel fatturato lo annuncia. È questa differenza che va accantonata dal primo mese, non cercata a giugno.
Cifre calcolate in questa pagina a partire dai parametri in banca dati, gli stessi del simulatore. I contributi effettivi dipendono dalla tua situazione previdenziale; chi è iscritto a una cassa professionale ha aliquote proprie.
Cosa fare, concretamente
- Accantona a ogni incasso, non a fine anno. Una percentuale fissa messa da parte quando il bonifico arriva è l'unico metodo che regge: a dicembre i soldi non ci sono più.
- Nel primo anno, accantona come se l'acconto ci fosse già. Non è dovuto, ma lo sarà l'anno dopo, e raddoppiato. Chi accantona da subito non subisce nessuno shock.
- Tieni conto anche dei contributi INPS, che seguono un loro calendario. L'imposta non è l'unica uscita: i contributi pesano spesso di più.
- Verifica quanto ti resta davvero prima di fissare la tariffa. Il simulatore parte dalla tariffa e arriva al netto; l'obiettivo di reddito fa il percorso inverso.