Due mondi, non uno
La previdenza dei lavoratori autonomi italiani non è unificata. Da un lato le casse professionali — Cassa Forense per gli avvocati, Inarcassa per ingegneri e architetti, ENPAM per i medici, e una decina di altre — ciascuna con il proprio regolamento, le proprie aliquote e i propri contributi minimi. Dall'altro la Gestione Separata INPS, che raccoglie tutti gli altri : sviluppatori, consulenti, designer, formatori, traduttori.
Non è una scelta. Dipende dall'attività e dall'eventuale iscrizione a un albo. Ed è la prima cosa da stabilire, perché cambia il netto più di qualunque ottimizzazione fiscale.
L'aliquota della Gestione Separata
Per i liberi professionisti senza altra copertura previdenziale, l'aliquota è del 26,07 %. Non è un numero tondo perché è la somma di tre voci : l'aliquota pensionistica (IVS), un'aliquota aggiuntiva che finanzia maternità, malattia e assegni familiari, e il contributo ISCRO, l'indennità per i professionisti con un calo di reddito.
Chi è già pensionato o iscritto a un'altra gestione obbligatoria — tipicamente chi ha un lavoro dipendente accanto alla partita IVA — versa invece il 24,00 %. La differenza si spiega : quelle prestazioni accessorie sono già coperte altrove.
Su quale reddito si calcola
Sul reddito imponibile, non sul fatturato. Nel regime ordinario è il fatturato meno le spese; nel forfettario è il fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività. È il motivo per cui due professionisti con lo stesso fatturato versano importi diversi.
Sopra il massimale di 122.295 € non si versa di più : la parte di reddito eccedente non è soggetta a contribuzione. È un tetto, non una soglia da evitare.
Massimale e minimale non sono simmetrici
È la confusione più frequente, e vale la pena di essere netti. Il massimale è un tetto sui contributi dovuti. Il minimale, fissato a 18.808 €, non è un importo da versare : è la soglia di reddito che dà diritto all'accredito di un anno intero di contribuzione ai fini pensionistici.
Concretamente : chi guadagna meno non deve nulla in più, ma si vede accreditare solo una parte dell'anno. Al minimale, con l'aliquota del 26,07 %, il contributo corrispondente è di 4.903 € — 18.808 € × 26,07 %, che torna al centesimo.
Quando si versa
Con lo stesso calendario delle imposte sui redditi : un saldo per l'anno appena chiuso e due acconti per quello in corso. Il primo anno di attività non ha acconti da versare, ma il secondo ne concentra tre pagamenti — è lo scoglio di cassa che sorprende quasi tutti, e va messo da parte fin dal primo anno.
Cosa danno in cambio
Pensione, indennità di maternità e paternità, congedo parentale, indennità di malattia e di degenza, assegno unico, e l'ISCRO in caso di calo significativo del reddito. La copertura è meno ampia di quella di un dipendente, ma non è nulla — ed è finanziata proprio dall'aliquota aggiuntiva che rende il 26,07 % diverso dal semplice contributo pensionistico.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se ho una cassa o la Gestione Separata?
Pago i contributi anche se non guadagno nulla?
Il forfettario riduce i contributi?
Superare il massimale conviene?
Perché l'aliquota cambia se ho anche un lavoro dipendente?
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Fonte delle cifre : circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026, letta alla fonte e registrata in banca dati con la sua data di verifica. Metodologia