Aprire la partita IVA

I passaggi reali, nell'ordine in cui contano — e le due decisioni da prendere prima di tutto il resto.

In due righe. Aprire la partita IVA è gratuito e si fa online. Le due decisioni che contano si prendono prima : il codice ATECO e il regime fiscale. Sbagliarle costa molto più di qualunque adempimento.

Decisione 1 : il codice ATECO

È la classificazione della tua attività economica, e non è una formalità amministrativa. Nel regime forfettario, il codice ATECO determina il coefficiente di redditività, cioè la percentuale del fatturato considerata reddito imponibile. Per le attività professionali vale il 78 %, ma altri codici applicano coefficienti sensibilmente più bassi.

Concretamente : due persone che fatturano la stessa cifra, con codici ATECO diversi, pagano imposte diverse. Scegliere il codice che descrive davvero l'attività è quindi una questione di correttezza e di netto. Se la tua attività ne tocca più di uno, quello principale è quello da cui viene la maggior parte del fatturato.

Decisione 2 : il regime

Forfettario o ordinario. Il forfettario è accessibile fino a 85.000 € di ricavi e sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP con un'imposta unica del 15 % — ridotta al 5 % per i primi 5 anni, se non hai esercitato un'attività analoga nei tre anni precedenti.

Quel taglio al 5 % è la ragione per cui la maggior parte di chi inizia sceglie il forfettario. Ma la scelta giusta dipende dalle spese reali, non dal fatturato : il confronto è qui, e il simulatore lo calcola sul tuo caso.

L'apertura vera e propria

La partita IVA si apre presentando una dichiarazione di inizio attività all'Agenzia delle Entrate. Per un libero professionista senza dipendenti è una pratica telematica, e l'apertura in sé non ha costi : quello che si paga è l'eventuale assistenza di un commercialista.

Contestualmente va fatta l'iscrizione previdenziale. Chi non ha una cassa di categoria si iscrive alla Gestione Separata INPS ; chi appartiene a un ordine professionale si iscrive alla propria cassa. Non è una scelta : è l'attività che la determina.

Attività d'impresa e attività professionale non seguono lo stesso percorso. Chi svolge un'attività d'impresa deve anche iscriversi al Registro delle imprese presso la Camera di commercio e presentare la SCIA al comune. Un libero professionista, no. È la distinzione che decide quanti adempimenti hai davanti.

Subito dopo : la fatturazione elettronica

In Italia la fattura elettronica passa dal Sistema di Interscambio ed è obbligatoria anche in regime forfettario. Serve un canale di trasmissione — software gestionale o servizio del commercialista — e va predisposto prima della prima fattura, non dopo.

Va anche aperto un conto dedicato all'attività. Non è obbligatorio per legge per un professionista, ma separare i flussi è ciò che rende una contabilità leggibile — e rende verificabile la deducibilità delle spese.

Il calendario che sorprende

Il primo anno non ha acconti da versare : si paga solo il saldo l'anno successivo. Il secondo anno concentra invece il saldo del primo e due acconti sul secondo. È lo scoglio di cassa che coglie di sorpresa quasi tutti, e l'unico modo di attraversarlo senza danni è accantonare fin dal primo mese.

L'ordine di grandezza da mettere da parte si legge nel simulatore : è la somma dei contributi e dell'imposta, non una percentuale a caso.

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Domande frequenti

Quanto costa aprire la partita IVA?
L'apertura in sé non ha costi presso l'Agenzia delle Entrate. I costi reali arrivano dopo : assistenza contabile, software di fatturazione elettronica, e naturalmente contributi e imposte. Non citiamo un importo perché le tariffe di un commercialista sono prezzi di mercato che nessuna fonte ufficiale pubblica — e un numero inventato qui sarebbe smentito al primo preventivo.
Posso aprire la partita IVA se sono già dipendente?
Sì, salvo divieti previsti dal tuo contratto o dal tuo datore di lavoro, e con le limitazioni proprie del pubblico impiego. Sul piano previdenziale, chi ha già un'altra copertura obbligatoria versa alla Gestione Separata l'aliquota ridotta del 24 %.
Devo per forza avere un commercialista?
Non è obbligatorio per legge. Nel forfettario, con pochi clienti, la gestione è alla portata di chi è metodico. Le due decisioni iniziali — codice ATECO e regime — sono però quelle su cui una consulenza si ripaga più facilmente.
Posso chiudere la partita IVA se cambio idea?
Sì, con una dichiarazione di cessazione. Attenzione però alle scelte che vincolano per più anni, e al fatto che riaprire in seguito può far perdere l'aliquota ridotta per le nuove attività.
Cosa cambia se sono iscritto a un albo?
La previdenza. Avvocati, ingegneri, architetti, medici e commercialisti versano alla propria cassa, non alla Gestione Separata, con aliquote e contributi minimi diversi. Il regime fiscale, invece, resta una scelta fra forfettario e ordinario.

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